Il caffè resta uno dei piccoli rituali quotidiani più amati dagli italiani, ma negli ultimi anni anche la tazzina è diventata più costosa. Secondo i dati citati nell’analisi, tra giugno 2021 e giugno 2026 il prezzo dell’espresso è aumentato in tutte le 19 città monitorate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Nel giugno 2026 il costo medio si aggira generalmente tra 1,20 e 1,40 euro, con differenze significative a seconda della città. Bolzano risulta il capoluogo più caro tra quelli analizzati, mentre Catanzaro si colloca all’estremo opposto. In cinque anni, gli aumenti hanno raggiunto in diversi casi tra 15 e 34 centesimi per singola tazzina.
Anche il caffè preparato a casa rincara
L’aumento non riguarda soltanto il bar. Anche acquistare il caffè per la moka è diventato più oneroso. Le rilevazioni Istat riportate nell’articolo indicano una crescita particolarmente marcata nel 2025: il prezzo del prodotto destinato al consumo domestico è aumentato del 21% rispetto all’anno precedente e del 44% rispetto al 2021.
Perché il caffè costa di più?
A incidere sul prezzo finale sono diversi fattori. La materia prima ha registrato quotazioni elevate e oscillazioni importanti sui mercati internazionali. Produzione, scorte e domanda globale influenzano il costo del caffè verde, mentre eventi climatici estremi possono mettere in difficoltà raccolti fondamentali, soprattutto in Paesi produttori come Brasile e Vietnam.
Al bar, inoltre, il prezzo comprende molto più della materia prima: personale, energia, affitti, manutenzione delle attrezzature, forniture e servizio contribuiscono al costo dell’espresso.
Un piccolo aumento che pesa nel tempo
Una variazione di pochi centesimi può sembrare irrilevante, ma moltiplicata per una tazzina consumata ogni giorno può trasformarsi in una spesa annuale significativa. Il caro-caffè diventa così un indicatore concreto dell’aumento dei costi che interessa la vita quotidiana, senza intaccare il ruolo dell’espresso come uno dei simboli più radicati delle abitudini italiane.