Riscattare gli anni trascorsi all’università per aumentare i contributi pensionistici potrebbe diventare più oneroso a partire dal 2027. Secondo le stime riportate da Il Messaggero, un’eventuale rivalutazione del 2,9% del minimale contributivo utilizzato per il calcolo potrebbe determinare un incremento di circa 180 euro per ogni anno di studio riscattato con il sistema agevolato.
Si tratta, al momento, di una previsione legata all’ipotesi di aggiornamento dei valori di riferimento, non di un aumento già definitivamente confermato. Per chi sta considerando questa possibilità, tuttavia, è importante conoscere i costi potenziali e capire in quali circostanze l’operazione possa risultare conveniente.
Che cos’è il riscatto della laurea e a cosa serve
Il riscatto universitario permette di trasformare determinati periodi di studio in contributi previdenziali riconosciuti dall’Inps. In questo modo, gli anni trascorsi all’università possono contribuire al raggiungimento dei requisiti pensionistici e, in base alla situazione individuale, incidere anche sul valore futuro dell’assegno.
La misura comprende diverse tipologie di percorsi universitari, tra cui lauree triennali e magistrali, diplomi universitari, specializzazioni e dottorati di ricerca, secondo le condizioni previste dalla normativa.
Non è però possibile riscattare qualsiasi periodo. Sono esclusi gli anni fuori corso e quelli già coperti da contributi obbligatori, figurativi o da altri riscatti. La richiesta è facoltativa e può riguardare anche soltanto una parte degli anni di studio, purché sussistano i requisiti previsti.
Riscatto ordinario e agevolato: quali sono le differenze
Dal 2019 è disponibile una modalità agevolata che consente di calcolare il costo applicando un’aliquota del 33% al minimale contributivo previsto per artigiani e commercianti.
Il sistema ordinario, invece, per i periodi ricadenti nel metodo contributivo, determina l’onere sulla base della retribuzione imponibile e dell’aliquota contributiva applicabile. Di conseguenza, il prezzo finale può variare sensibilmente in funzione dello stipendio e della posizione previdenziale dell’interessato.
La formula agevolata può quindi risultare particolarmente interessante per chi, attraverso il calcolo ordinario, dovrebbe sostenere una spesa maggiore. La convenienza effettiva, però, deve essere valutata caso per caso.
Quanto potrebbe costare riscattare la laurea nel 2027
La possibile crescita della spesa dipende dall’aggiornamento del minimale contributivo, che costituisce la base di calcolo del riscatto agevolato.
Secondo i dati riportati nell’articolo di partenza, il minimale attuale è pari a 18.808 euro. Con un incremento ipotizzato del 2,9%, salirebbe a circa 19.353,43 euro. Applicando l’aliquota del 33%, il costo per un anno di università passerebbe da 6.206,64 euro a circa 6.386,63 euro.
L’aumento sarebbe dunque di circa 180 euro per ogni anno riscattato.
Le simulazioni per quattro o cinque anni di università
L’effetto della rivalutazione diventerebbe più evidente per chi intende recuperare periodi di studio più lunghi.
- Quattro anni: la spesa passerebbe da 24.826,56 a 25.546,52 euro, con una differenza di circa 720 euro.
- Cinque anni: il costo salirebbe da circa 31.033 a 31.933 euro, con un incremento vicino ai 900 euro.
Queste cifre sono stime basate sull’ipotesi di rivalutazione indicata e dovranno essere confrontate con gli importi ufficiali applicabili nel 2027.
Chi può beneficiare del riscatto agevolato
La misura può interessare lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato, oltre agli iscritti alla Gestione Separata dell’Inps, purché siano rispettate le condizioni previste.
La scelta richiede un’analisi della propria storia contributiva, dell’età, degli anni di studio da riscattare e del momento in cui è iniziata l’attività lavorativa. Anche il periodo in cui ricadono gli studi, prima o dopo il 1996, può influenzare il calcolo e la convenienza dell’operazione.
Non basta quindi considerare soltanto il prezzo per anno: bisogna valutare anche quale beneficio previdenziale si ottiene in cambio della spesa sostenuta.
Come presentare la domanda e pagare a rate
La richiesta può essere inoltrata attraverso il servizio telematico dedicato disponibile sul portale dell’Inps. La procedura permette di ottenere una quantificazione dell’onere in base ai periodi che si desidera riscattare, così da conoscere preventivamente il costo e decidere se procedere.
Il pagamento non deve necessariamente avvenire in un’unica soluzione. È prevista anche la possibilità di rateizzare l’importo secondo le condizioni stabilite dall’Istituto, un’opzione che può rendere più gestibile una spesa elevata.
Riscatto della laurea e pensione anticipata: quando conviene
Riscattare gli anni universitari può aiutare a raggiungere prima determinati requisiti contributivi e ad aumentare il montante previdenziale. Questo, tuttavia, non significa che l’operazione sia sempre vantaggiosa.
Per capire se conviene occorre considerare l’età, gli anni di contributi già accumulati, il reddito, il costo complessivo e la tipologia di pensione a cui si potrebbe accedere. Per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996, ad esempio, può essere importante verificare anche le condizioni per la pensione anticipata contributiva, che richiede specifici requisiti anagrafici e un importo minimo dell’assegno.
Inoltre, i requisiti pensionistici possono cambiare nel tempo in funzione delle norme e degli eventuali adeguamenti alla speranza di vita. Prima di procedere, è quindi opportuno richiedere una simulazione personalizzata all’Inps o rivolgersi a un patronato.