Fazzolari, avevano insinuato un suo coinvolgimento nell’attentato al giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci
“Una lettura avvalorata da diversi giornalisti e dallo stesso Ranucci, che ha sistematicamente insinuato un collegamento tra Fratelli d’Italia e la bomba, chiamando in causa anche me”.
Ora dopo la confessione di Lavitola che idea si è fatto?
“Credo che gli inquirenti abbiano fatto un ottimo lavoro, sbrogliando una matassa molto intricata. Senza la competenza e la scrupolosità di chi ha indagato, probabilmente non sarebbe stato possibile fare chiarezza e spazzare via le tante insinuazioni”.
A cosa si riferisce oltre a Ranucci?
“Ricordo che la segretaria del Pd Elly Schlein, in occasione di un appuntamento internazionale, ha subito accostato il Governo Meloni all’attentato e che il deputato M5S Dario Carotenuto ha accusato l’esecutivo di essere il “mandante morale”.
C’è chi dice che sia questo ora il motivo degli attacchi di Fratelli d’Italia contro Ranucci
“Ci vuole la faccia tosta di certi giornalisti di parte per parlare di accanimento di FdI contro Ranucci. È esattamente il contrario. È stato lui, in questi mesi, a cercare ripetutamente di accostare FdI alla bomba esplosa sotto casa sua. Ha provato a gettare ombre su di me orchestrando una ridicola messinscena in Commissione Antimafia, con Scarpinato che gli faceva da spalla. Il grillino gli ha chiesto se ci fosse un collegamento tra il fatto che io avrei fatto seguire Ranucci dai servizi segreti e la bomba: a quel punto, con un colpo di teatro, il conduttore di Report ha chiesto che la risposta fosse secretata, alimentando suggestioni e sospetti. Un servizio di Report ha poi fatto intendere che ci fosse un collegamento tra l’attentato e il deputato di FdI Gimmi Cangiano. Da quanto ho letto sui giornali, quando è stato sentito dalla Procura di Roma Ranucci avrebbe fatto anche il nome della presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo. Dopodiché, non ancora soddisfatto, dopo l’arresto di Lavitola ha provato a tirare in ballo il deputato Francesco Filini, colpevole di avergli chiesto in Commissione Vigilanza Rai se stesse pensando di entrare in politica. Insomma, un tentativo continuo e scientifico di accostare FdI all’attentato”.
È più arrabbiato per le insinuazioni sul suo conto o più soddisfatto degli esiti delle indagini?
“Nè uno nè l’altro. Al di là di ogni altra considerazione, credo che Ranucci dovrebbe scusarsi con FdI e con tutte le persone che ha provato a infangare in questi mesi”.
Pensa che Ranucci sapesse dell’attentato?
“Se applicassi il metodo Report, la risposta sarebbe scontata. Io però preferisco aspettare gli sviluppi dell’inchiesta. Una cosa è certa, il mandante dell’attentato è un caro amico di Ranucci”.
Quindi?
“Quindi – spiega all’Adnkronos – Sigfrido Ranucci dovrebbe spiegare a tutti perché, lui pronto ad attaccare chiunque al primo pretesto, ha sempre difeso il mandante del suo attentato. E sicuramente dovrà chiarire perché, proprio il giorno della perquisizione, sia rimasto per due ore al telefono con Lavitola per concordare una spiegazione da dare sul sopralluogo fatto davanti a casa sua dal faccendiere e dal suo scagnozzo ritenuto vicino alla camorra.
Alla luce degli sviluppi, anche lei pensa che debba lasciare la conduzione di Report?
Personalmente penso che Report, con la conduzione di Ranucci, abbia perso di credibilità rispetto all’epoca Gabanelli. Ma non è questo il punto. Il punto è la figuraccia alla quale abbiamo assistito: è venuto fuori che l’inquisitore delle fragilità altrui aveva tutte le debolezze, le contraddizioni, le opacità che cercava morbosamente negli altri. E su queste contraddizioni il pubblico non è mai stato indulgente.



